La rivista Internazionale sull’Apprendimento delle Lingue

La rivista Internazionale sull’Apprendimento delle Lingue

Quest’estate la nota rivista italiana Internazionale ha dedicato un lungo articolo ai temi dell’apprendimento delle lingue e dei progressi delle tecnologie di traduzione automatica.

L’articolo espone in modo dettagliato e descrittivo gli scenari e le previsioni future, analizzando punti di vista interessanti ma molto diversi fra loro sulla questione. Vi proponiamo di seguito i punti più salienti dell’articolo.

I programmi di traduzione funzionano sempre meglio e presto potrebbe diventare inutile imparare una lingua straniera. Ma sarebbe un peccato non farlo. Perché studiare le lingue rende le persone più empatiche e aperte

Superare le barriere linguistiche, un obiettivo ambizioso

Nel 2020 l’umanità si sta preparando a superare le barriere linguistiche. Il riconoscimento vocale trascrive il parlato in tempo reale, i software di traduzione offrono servizi di interpretariato e la sintesi vocale trasforma le lettere scritte in suoni. Insomma, le macchine diventano dei suggeritori, ci parlano da dispositivi molto diffusi, come gli auricolari Bluetooth, che molti indossano per andare a correre e alcuni già portano tutto il giorno. Per il momento i limiti della tecnologia producono ancora ritardi e curiosi equivoci. Microsoft e Google, però, lavorano da tempo alla creazione di interpreti perfetti, e lo stesso fanno Baidu e Alibaba, i giganti della tecnologia cinese. La Apple ha presentato la nuova versione del suo sistema operativo per iPhone, in grado di tradurre da e verso undici lingue. Un sogno dell’umanità sta per realizzarsi: quello di comprendersi senza fatica.”

Comprendersi tutti senza fatica: una promessa realistica?

Il problema è che l’uso dei software modifica gli standard”, scrive il critico letterario Manfred Schneider, “l’intelligenza artificiale potrebbe produrre un sistema in cui consideriamo normale una forma ridotta e funzionale del linguaggio, un misto di chiacchiere e istruzioni operative senza umorismo, spirito e poesia.

Già oggi quando scriviamo sullo smartphone spesso ci limitiamo a scegliere una delle alternative suggerite dall’algoritmo. La traduzione è una questione di negoziazione, scriveva il semiologo italiano Umberto Eco, cioè è qualcosa di più di una semplice equazione matematica. Se degradiamo il linguaggio a puro strumento economico, c’è il rischio che alla fine perderemo l’opportunità di esprimere in modo individuale la nostra opinione, la nostra mentalità e la nostra personalità. È possibile che tra qualche decennio non ricorderemo più quanto sia stato appagante imparare un’altra lingua”.

Il traduttore umano sarà completamente sostituito dai computer?

Credo che sia quasi sempre un male quando il lavoro umano è sostituito dai computer”, dice la traduttrice letteraria Esther Kinsky. “Nel caso delle traduzioni sarebbe una vera e propria minaccia, perché la lingua verrebbe necessariamente standardizzata. Il linguaggio riflette la diversità delle esperienze e delle emozioni umane: appena è ridotto alla sua funzione s’impoverisce. “Per me, questi software sono l’opposto dell’opportunità di comprendersi”, dice Kinsky, “perché distolgono le persone dal confronto reale e quindi dal reale avvicinamento”.

Come si può leggere, il dibattito è tutt’altro che concluso. Difficile avere certezze sul futuro che ci attende. Certo è che l’apprendimento delle lingue e il settore delle traduzioni stanno affrontando cambiamenti epocali e tutti gli attori coinvolti devono evolvere e adattarsi mantenendo allo stesso tempo la propria unicità e il proprio “ruolo” ben definito all’interno del processo.

Fonte: Internazionale numero 1368

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